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lunedì 22 maggio 2017

Vaccini: facciamo tornare la scienza dalla parte giusta

Pubblicato 22 maggio 2017

 L’eliminazione del vaiolo è una delle grandi affermazione dell’umanità che ha richiesto il coinvolgimento di intere generazioni. Perché questo è tanto più difficile oggi? Perché gli interessi che si celano dietro la sanità sono diventati insopportabili, perché la scienza è stata assoggettata agli interessi del profitto



Certamente Facebook non è il contesto giusto per discussioni difficili; sicuramente ci sono argomenti che vanno trattati con il dovuto rigore scientifico; sicuramente va rispettato il dolore di chi soffre, o ha sofferto, brutte patologie in prima persona o di chi ha visto soffrire propri congiunti. Tuttavia, avendo avuto nella mia attività scientifica molteplici occasioni di lavorare in campo immunologico, mi sembra doveroso intervenire nella querelle sui vaccini che attraversa i social. Ciò mi interessa non solo per confutare posizioni sbagliate, ma anche per capire come mai si diffonda lo scetticismo sulle vaccinazioni.

venerdì 19 maggio 2017

Istat: la classe operaia c’è ma non sa di esserlo


Nel rapporto annuale il film di un paese sempre più povero e disuguale. Perdita dell’identità di classe. Dinamiche sociali determinate dalla doppia assenza di partito e sindacato






di Checchino Antonini


“Scompaiono la classe operaia e la piccola borghesia, aumentano le disuguaglianze”: il titolo del giornale più letto in Italia non lascia scampo alle interpretazioni, si dice che l’Istat avrebbe detto che è sparita la classe operaia. In realtà il Rapporto annuale dell’istituto nazionale di statistica dice ben altro e lo leggeremo insieme. Dice, ad esempio, che le dinamiche della crisi e del mercato del lavoro stanno aumentando la disuguaglianza, che la mobilità sociale è una chimera, che le donne sono più sfruttate degli uomini, che la povertà si espande, che i giovani non hanno futuro se non i figli di papà.

lunedì 15 maggio 2017

La velenosa palude italiana

Pubblicati su anticapitalista.org 12 maggio 2017             di Franco Turigliatto

 Il governo che segue è sempre peggiore di quello che l’ha preceduto. Si può invertire questa legge non scritta del liberismo? Non possiamo finire nella ridotta della scelta tra Macron e Le Pen, ma neanche in quella tra Renzi e Grillo, con Salvini a raccoglierne i marci frutti


Le vicende dell’ultimo decennio hanno messo in luce in Italia, ma anche in Europa, una nuova implacabile legge politica: il governo che segue è ancora peggiore di quello che l’ha preceduto, sempre più antioperaio, liberista, guerrafondaio e liberticida. Sono gli imperativi della concorrenza capitalista e delle politiche liberiste che, da un governo all’altro, moltiplicano gli attacchi delle classi dominanti alle condizioni di vita e ai diritti delle classi popolari.

sabato 29 aprile 2017

Per un Primo maggio di lotta contro i padroni [volantino]



Non dimentichiamoci che il primo maggio è la giornata in­ternazionale di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori, sim­bolo della battaglia delle classi lavoratrici contro un sistema di sfruttamento, oppressione, ingiustizia, violenza e guerra: il capitalismo.

domenica 26 febbraio 2017

La giornata internazionale delle operaie

 
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Lenin (1921)

 Supplemento al n. 51 della Pravda, 8 marzo 1921.


Il risultato principale, fondamentale conseguito dal bolscevismo e dalla Rivoluzione d'ottobre è di aver trascinato nella politica proprio coloro che erano più oppressi sotto il capitalismo. Erano strati che i capitalisti schiacciavano, ingannavano, derubavano sia in regime monarchico sia nelle repubbliche democratiche borghesi. Questo giogo, questo inganno, questa rapina del lavoro del popolo da parte dei capitalisti era inevitabile finché esisteva la proprietà privata della terra, delle fabbriche, delle officine.

La sostanza del bolscevismo, del potere sovietico, è che essi smascherano la menzogna e l'ipocrisia della democrazia borghese, aboliscono la proprietà privata della terra, delle fabbriche, delle officine e con-centrano tutto il potere dello Stato nelle mani delle masse lavoratrici e sfruttate. Queste masse prendono nelle loro mani la politica, cioè l'edificazione di una nuova società. È un compito difficile: le masse sono state abbrutite, soffocate dal capitalismo, ma non esiste e non può esistere altra via per uscire dalla schiavitù salariata, dalla schiavitù capitalistica.

Non è possibile però far partecipare le masse alla politica se non vi si attirano le donne.

martedì 14 febbraio 2017

8 marzo, sciopero generale delle donne. E la CGIL che fa?

Credits: Michelina De Cesare, brigantessa (storiadoc.com)


Il prossimo 8 marzo non sarà soltanto la giornata della lontana memoria degli scioperi del primo ‘900, dopo i quali questa data divenne quella in cui si celebrano le donne e le loro conquiste sociali, politiche e economiche. E non sarà soltanto la giornata che nostro malgrado è diventata negli anni, a uso e consumo di chi ci vorrebbe a cena fuori o in discoteca con le amiche, tra mimose e scatole di cioccolatini. Non sarà neanche la giornata del piagnucolio contro la violenza sulle donne nella TV più o meno spazzatura del pomeriggio. L'8 marzo sarà una giornata di sciopero!

venerdì 10 febbraio 2017

UNA RIFLESSIONE DEL CIRCOLO DI SIN. ANTICAPITALISTA DI TARANTO SULLA SITUAZIONE DEI MIGRANTI



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Il diritto d’asilo, dietro la retorica ipocrita degli alti principi sbandierati dalle Convenzioni Internazionali, dalle Dichiarazioni Universali e dalla Costituzione italiana viene continuamente calpestato e attaccato. Respingimenti, muri, filo spinato, migliaia di persone abbandonate a patire freddo e fame, governi fascistoidi (vedi Ungheria) che aprono le loro carceri ai rifugiati, governi che si dicono di sinistra (Grecia) che con governi reazionari (Turchia) si dividono i compiti di cani da guardia dell’Europa capitalista, sulla pelle di decine di migliaia di profughi, migliaia di morti annegati nel Canale di Sicilia ogni anno, Unione Europea che, come già fatto con la Turchia, subappalta la criminale politica di chiusura e respingimenti dei migranti ai paesi da cui scappano come il Mali e la Libia (ma accordi si preparano già con Senegal, Niger, Nigeria ed Etiopia), l’Italia che ostenta il suo volto cinico e feroce col suo uomo forte, tutto legge, ordine e stellette, il ministro degli interni Minniti, distributore di CIE (centri di identificazione ed espulsione) in ogni regione (affinchè ognuno faccia la sua parte!).

giovedì 2 febbraio 2017

CON LA LOTTA DEI MIGRANTI!




Di Antonio Sanarica
Da anni i migranti, richiedenti asilo politico, ospitati nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) gestiti dall’associazione Salam ONG in provincia di Taranto lottano per i loro diritti. Sono, in pratica, in mobilitazione permanente, perché periodicamente, organizzati dallo SLAI-COBAS, sono costretti a intraprendere azioni di lotta per rivendicare il pagamento del cosiddetto “pocket money” (2.50 euro al giorno) e per denunciare le cattive condizioni di accoglienza.