giovedì 30 maggio 2019

La spinta a destra della Fortezza Europa e la crisi della sinistra


Pubblicati su 29 maggio 2019 in Politica, Slider


Le elezioni europee hanno segnato un passaggio importante nel panorama politico continentale, fotografando lo stato dei rapporti di forza e dando alcune indicazioni politiche.

I risultati in Europa e in Italia sono complessivamente assai negativi confermando il rafforzamento, in qualche caso assai consistente, delle forze politiche delle destre e dell’estrema destra, espressione della disgregazione e della demoralizzazione sociale presente in larghi settori popolari, la crisi in molti paesi anche fondamentali come Germania e Francia della socialdemocrazia e le difficoltà estreme delle forze delle sinistre di classe di riuscire ad affermare le proprie proposte e il loro ruolo nella fase attuale; sullo sfondo minaccioso le nubi delle contraddizioni e della crisi del sistema capitalista e la mancanza ormai consolidata di un ruolo attivo sociale e tanto più politico delle forze delle classi lavoratrici, assai divise e prive di un progetto alternativo. Il lavoro di ricostruzione di una progetto anticapitalista e internazionalista a partire dalle resistenze alle destre, ai fascisti e al liberismo capitalista sarà inevitabilmente lungo, arduo e complesso, ma ancor più necessario e su cui vale la pena di impegnarsi fino in fondo.

giovedì 23 maggio 2019

Elezioni Europee del 26 maggio


https://anticapitalista.org/
Elezioni Europee del 26 maggio – perché un voto a “La Sinistra” e la mobilitazione sociale necessaria

La campagna elettorale per il Parlamento europeo è stata dominata dal furibondo ed inverecondo scontro tra i due partiti che compongono l’attuale governo, cioè quel M5S e quella Lega che uniti, hanno compiuto le peggiori nefandezze e che, anche in questi giorni, continuano a litigarsi su come continuare a farne altre insieme.
I risultati delle urne non avranno solo un significato nazionale nei singoli paesi; incideranno profondamente sulle dinamiche socio-politiche complessive dell’Europa con pesanti ripercussioni sulle condizioni di vita delle classi lavoratrici.
All’interno delle classi dominanti si confrontano due componenti; da un parte la grande borghesia che ha gestito coi suoi partiti più rappresentativi  (i conservatori e i social-liberisti) le politiche dell’austerità che hanno determinato una polarizzazione sociale estrema, disoccupazione, precarietà  e distruzione dei diritti sociali; dall’altra le forze della destra e dell’estrema destra fascista che hanno tratto alimento dalla degradazione e sociale e che hanno rilanciato ogni sorta di posizioni nazionaliste, xenofobe e razziste, tutte quante declinate all’interno della stessa logica capitalista dell’austerità.
Occorre avere ben chiaro che l’attacco alle conquiste sociali e civili delle classi lavoratrici va di pari e passo con la rimessa in discussione degli stessi assetti democratici. Non può essere sottovalutata la minaccia che grava sui paesi europei con lo sviluppo e l’arrivo al governo delle forze nazionaliste e di estrema destra, spinte dai loro successi ad approfondire sempre più i loro progetti revanscisti, forieri di nuovi conflitti e barbarie, compresa quella che già oggi si manifesta nella strage dei migranti nel Mediterraneo di cui tutti i governi europei sono responsabili. Né queste dinamiche possono essere realmente combattute da quelle forze liberiste e capitaliste che si contrappongono ai nazionalisti in nome di un generico europeismo mentre non hanno nessuna intenzione di mutare le loro politiche economiche di massacro sociale.

mercoledì 15 maggio 2019

Questa volta non c’è equivoco: sto col cardinale

Mi ero sempre preoccupato dell’eccessiva fiducia riposta da molti compagni in un papa certo diverso da gran parte dei predecessori ma pur sempre legato alle ambiguità della “dottrina sociale della Chiesa”: dalla “Rerum novarum” di Leone XIII nel lontano 1891 all’incorporazione di tematiche ambientaliste da parte di Francesco, le belle formulazioni avevano suscitato attenzione e speranze nella sinistra, senza che la Chiesa si schierasse senza ambiguità contro le guerre e la dominazione imperialista. Ogni volta che sentivo crescere le illusioni nella “Laudato si’” e nelle aperture di Francesco ai movimenti, andavo a rileggermi un po’ delle encicliche precedenti, ritrovando a volte le stesse parole contro l’avidità dei ricchi e l’ingiustizia sociale. Ma non dimenticavo che quelle parole non avevano impedito che la Chiesa cattolica appoggiasse fin dall’inizio il fascismo in Italia e in Germania, e sostenesse il colonialismo e le più svariate forme di sfruttamento imperialista neocoloniale nel mondo extraeuropeo fino ai nostri giorni.

lunedì 1 aprile 2019

Tanuro: «Per ridurre il Co2 bisogna eliminare del tutto il capitalismo»
Tanuro:"Per ridurre il Co2 bisogna eliminare del tutto il capitalismo

Tanuro: «Per ridurre il Co2 bisogna eliminare del tutto il capitalismo»



Tanuro: «Noi non difendiamo la natura. Siamo la natura che si difende». Le ragioni di una transizione ecosocialista


di Daniel Tanuro*

Il 15 marzo, a seguito dell’appello di Greta Thunberg, un milione e mezzo di giovani hanno scioperato e manifestato nelle strade di tutto il mondo. Questo è stato un segnale molto forte e significativo per tutti noi. Ma, non dobbiamo ingannarci, il livello di consapevolezza di questo movimento nascente di giovani è molto basso anche se ciò non ci deve scoraggiare, perché il movimento è molto profondo. È un movimento che pone delle questioni esistenziali al quale il sistema capitalista non è in grado di dare delle risposte. Ed è questa contraddizione che renderà il movimento potente. Azzardo l’ipotesi che questo movimento sia proprio il movimento che apre il XXI secolo e che avrà come sovradeterminazione quella della coscienza per un cambiamento climatico. Quindi la lotta ecologista sarà quella che racchiuderà al suo interno tutte le lotte anticapitaliste, di giustizia sociale, la lotta femminista, delle popolazioni indigene, degli agricoltori e dei sindacati. E’ una grande sfida comprendere le reali motivazioni di questo nuovo movimento.

Non dobbiamo affidarci unicamente alla comunicazione ufficiale riportata nei documenti dell’Ipcc. Ad esempio, il riferimento rispetto all’abbassamento di 1.5°C è anche quello che ufficialmente l’Istituto riporta. Ma, lo stesso Ipcc nel portare avanti questa comunicazione di massa si è lasciato influenzare dal realismo capitalista. Infatti, per avere una probabilità del 50% di contenere il riscaldamento globale limitandolo a 1.5° senza utilizzare tecnologie nocive[1], non basta la riduzione delle emissioni del 45% bensì del 58%. Questo significa che, tra il 2000 e il 2030 bisogna fare una riduzione del –58%, prima del 2050 bisogna annullare le emissioni, tra il 2050 e il 2100 mantenere delle missioni negative, che vuol dire che la terra assorbe più CO2 di quella che emette.

martedì 12 febbraio 2019

Pubblicato 11 febbraio 2019 in Slider

Messaggi chiari ed inquietanti dall’Abruzzo


Comunicato della Direzione Nazionale di Sinistra Anticapitalista Le elezioni regionali dell’Abruzzo confermano le dinamiche politiche e sociali che si stanno manifestando [...]


Le elezioni regionali dell’Abruzzo confermano le dinamiche politiche e sociali che si stanno manifestando nel paese dopo le elezioni del 4 marzo e la formazione del governo gialloverde della Lega e del M5S.
In primo luogo occorre sottolineare, cosa che in genere non è stata fatta dai media, che è andato a votare solo il 53,11% degli aventi diritto, con un forte calo rispetto non solo al 75,25% delle scorse elezioni politiche, ma anche al 61,56% delle regionali del 2014. L’astensione resta dunque un dato socio/politico fondamentale della fase attuale.

domenica 6 gennaio 2019


 LA SOLIDARIETÀ NON È REATO! APRIRE I PORTI, ORA! CONTRO IL GOVERNO RAZZISTA E REAZIONARIO PER L’UNITÀ DEGLI SFRUTTATI E DEGLI OPPRESSI CONTRO I VERI NEMICI, QUELLI CHE STANNO IN ALTO!
di Sinistra Anticapitalista 
Alcuni sindaci di importanti città italiane hanno dichiarato meritatamente di voler disobbedire al cosiddetto DL Sicurezza, una legge ingiusta, violenta, lesiva dei diritti umani, una legge contro i migranti e i più derelitti, ma anche una legge per reprimere le lotte sociali.
Chissà perché Mattarella non ha rimandato alle Camere per un nuovo giudizio questa legge palesemente anticostituzionale, come l’art. 74 della Costituzione gli permetteva di fare? Che la sua priorità fosse l’accordo tra Roma e Bruxelles?
Le reazioni di Salvini e del suo sodale di governo Di Maio alla decisione dei sindaci sono state scomposte e violente a conferma della natura razzista, xenofoba e antidemocratica del governo gialloverde, che in tutti questi mesi ha seminato il veleno della disumanità e considera la solidarietà un reato da reprimere. I due pessimi personaggi cercano di contrapporre ancora una volta i lavoratori italiani a quelli migranti e di far passare l’idea che accogliere gli immigrati e le immigrate impedirebbe di promuovere i diritti sociali.
Costoro che hanno varato una finanziaria che continua le politiche dell’austerità come i governi precedenti, vogliono dividere gli sfruttati e gli oppressi, a tutto vantaggio dei ricchi, dei padroni, dei capitalisti.
In realtà le risorse per costruire una società giusta e solidale per tutte e tutti ci sono; basta prendere i soldi dove ci sono: dalle tasche dei milionari, delle grandi e medie aziende, delle multinazionali, delle banche e delle assicurazioni, non come si sta facendo da quelle delle classi lavoratrici e dei pensionati.
Come? 
Imponendo una patrimoniale, rendendo il sistema fiscale fortemente progressivo; imponendo un salario minimo valido per tutte e tutti, italiani e immigrati, ripristinando l’Articolo 18 contro i licenziamenti senza giustificato motivo; introducendo un vero salario sociale per studenti e disoccupati; nazionalizzando le imprese che licenziano e inquinano e quelle a carattere strategico; riducendo drasticamente l’orario di lavoro con aumenti salariali generalizzati e redistribuendo il lavoro così creato ai disoccupati e alle disoccupate, promuovendo così un’automazione che liberi davvero dalla fatica e davvero restituisca tempo liberato a milioni di persone, senza però trasformarsi in disoccupazione.
Per fare tutto questo occorre rompere i vincoli dei Trattati dell’Unione Europea capitalista e lottare affinché questi obiettivi siano patrimonio di lotta di tutte le lavoratrici e i lavoratori del nostro paese e dei paesi europei. Cioè esattamente tutto ciò a cui questo governo, così come le cosiddette opposizioni liberiste, sono radicalmente CONTRO!
I nostri nemici vogliono vederci soli e divisi, in lotta gli uni e le une contro gli altri e le altre.
Noi invece vogliamo unire tutti le/gli sfruttate/i e le/gli oppresse/i,favorendone e sostenendo in ogni modo le lotte per le loro condizioni di lavoro e di vita, contro i loro veri nemici, capitalisti e governi.
Per questo lottiamo contro il razzismo, contro la disumanità dilagante,
per la democrazia e la solidarietà, per la giustizia sociale!

lunedì 31 dicembre 2018


Legge di bilancio: il compromesso delle bande del capitale

di Franco Turigliatto Il lungo “tira e molla” tra il governo italiano e la Commissione europea si è concluso senza rotture, senza l’apertura della procedura di [...]
https://anticapitalista.org/

giovedì 13 dicembre 2018

PER UNA POLITICA ANTICAPITALISTA

Se Sparta piange, Atene non ride. Polarizzazione sociale e spazio per una politica anticapitalista

Pubblicato 11 dicembre 2018 su https://anticapitalista.org/

di Antonello Zecca

Macron, spaventato dalla sua estensione e dal possibile “contagio”, prova a dividere e spegnere il movimento di massa dei Gilet Gialli in Francia, con promesse posticce che non toccano in alcun caso le tasche dei capitalisti.

Theresa May è alle prese con il caos Brexit, con un governo già finito e una classe dominante, quella britannica, che non sa a che santo votarsi per uscire dal vicolo cieco in cui i suoi rappresentanti l’hanno cacciata.