sabato 6 ottobre 2018

IL NUOVO CORSO DI POTERE AL POPOLO



4 ottobre 2018

 https://sinistraanticapitalista.files.wordpress.com/2018/10/los-angeles-protesta-trump-01.jpg?w=580&h=326&crop=1
della Direzione Nazionale di Sinistra Anticapitalista

Il 2 ottobre è stata una giornata di reazione disseminata nelle strade e nelle piazze italiane contro l’arresto di Mimmo Lucano, Sindaco di Riace, accusato assurdamente di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Questa giornata ha riacceso un faro di luce puntato contro l’oscurantismo di questo governo: piazze unitarie, radicali e plurali che hanno immediatamente reagito all’ennesimo atto di repressione favorito dal governo pentaleghista. Il DDL del leghista Pillon, la dotazione del Taser alla polizia contro migranti, manifestanti e senza tetto, la conferma degli accordi con la Libia dei torturatori, la persecuzione delle ONG, trattate come criminali, la riduzione delle tasse alle imprese e ai ricchi e l’elemosina di Stato volta al disciplinamento sociale della forza-lavoro disoccupata/sottoccupata, sono tutti elementi che mostrano la natura organicamente reazionaria di questo governo. La necessità di lottare a fondo contro di esso e contro ciò che rappresenta è patente.

martedì 2 ottobre 2018

3 ottobre. Le stragi nel Mediterraneo: 17mila morti in 5 anni


Date:

Il 3 ottobre del 2013 morirono 368 migranti. Calano gli arrivi, aumenta il tasso di mortalità in mare

 ROMA – Sono passati cinque anni dalla tragedia del 3 ottobre del 2013, quando al largo dell’isola di Lampedusa 368 migranti persero la vita in uno dei più tragici naufragi avvenuti dall’inizio delle ondate migratorie degli ultimi anni, ma nel marMediterraneo si continua a morire. Da gennaio 2014 al 20 settembre scorso sono stati oltre 17 mila i migranti che hanno perso la vita o che risultano dispersi nelle acque del Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Lo ricorda la Fondazione ISMU in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, che si celebra il 3 ottobre.

Nello specifico, 3.538 sono stati i morti e dispersi nel 2014, 3.771 nel 2015, 5.096 nel 2016, 3.139 nel 2017 e 1.642 al 20 settembre 2018“Nonostante nel corso dell’ultimo biennio ci sia stato un considerevole calo degli sbarchi di migranti sulle coste europee rispetto agli anni passati, dovuto soprattutto agli accordi con la Turchia prima e con la Libia successivamente, il tasso di mortalità è aumentato – spiega Ismu -. Infatti, le traversate sono sempre più pericolose e le operazioni di ricerca e soccorso in mare ad opera delle navi delle Ong hanno subito diverse restrizioni di tipo legale e logistico”.
La fondazione ricorda che secondo le stime dell’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella gestione dei rifugiati, più di 1.600 migranti hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo nei primi nove mesi del 2018, 21 persone ogni mille sbarcati. In particolare, nei primi tre mesi del 2018 il tasso di mortalità tra coloro che partono dalla Libia diretti in Italia è salito a un morto ogni 14 persone, rispetto a un decesso ogni 29 persone nello stesso periodo del 2017.
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domenica 30 settembre 2018

La realtà della finanziaria dei due soci di governo

Pubblicato 28 settembre 2018

 di Franco Turigliatto

 

Sulle concitate vicende che hanno portato al varo della “Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018 (DEF)”, con i dirigenti del M5S sul balcone di Palazzo Chigi ad esultare insieme ai loro sostenitori in piazza, è opportuno fare due ordini di considerazioni prima di entrare nel merito delle decisioni assunte.

lunedì 10 settembre 2018

Alcune considerazioni sull’accordo dell’ILVA


                                        

 di Francesco Maresca

Alla fine, nei giorni scorsi e dopo una lunga trattativa, sul caso ILVA si è giunti ad un accordo.
Di tutta la vicenda, la prima cosa che balza agli occhi è l’attuale inconsistenza dei capitalisti nostrani: in nessun momento qualcuno di loro ha ritenuto di poter acquisire il gruppo ILVA né è stata avanzata, se non da alcune forze della sinistra la proposta della nazionalizzazione. Era la soluzione necessaria, migliore e praticabile sia perché lo stabilimento siderurgico di Taranto, non a caso, era stato dichiarato “stabilimento di interesse strategico nazionale” dallo stesso decreto legge n. 207 del 3 dicembre 2012 sia perché l’ILVA è uno dei pochi grandi gruppi industriali italiani con un ruolo di grande rilievo nell’economia del paese.